Alceo Dossena

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Biografia breve di Alceo Dossena

Alceo Dossena (Cremona 1878 - Roma 1937) è stato uno scultore italiano del XIX secolo. Achille D'Orsi fa il proprio ingresso nell'Accademia di Belle Arti di Napoli nel 1857 e frequenta il corso di scultura tenuto da Vito Angelini. Nel 1863 presenta per la prima volta una propria opera in occasione dell' Esposizione di Belle Arti di Napoli (una terracotta raffigurante Un Garibaldino ferito) ed otiene una menzione onorevole al concorso per la Scuola di Scultura bandito in quello stesso anno dall'Accademia. Tra il 1867 ed il 1868 prende parte al corso di perfezionamento di Belle Arti con sede a Firenze; tornato a Napoli, trova il suo vero e grande maestro in Filippo Palizzi, pittore di fama, che lo introduce al naturalismo (ora D'Orsi viene considerato il caposcuola del naturalismo italiano in campo scultoreo). Nel 1871 presenta, all' Esposizione di Napoli della Società Promotrice di Belle Arti, la statua raffigurante Salvator Rosa; l'anno seguente si aggiudica il Pensionato di Belle Arti di Roma con l'opera Giuseppe venduto dai fratelli, e dopo alcuni anni di intenso studio e lavoro, l'artista ottiene vasta popolarità esponendo nel 1877, in occasione della Rassegna Nazionale Napoletana, ben otto opere, tra le quali il gruppo in gesso bronzato I Parassiti (ora alla Galleria d'Arte Moderna di Firenze), di impressionante valenza figurativa e carico di significati di denuncia sociale. Il verismo di D'Orsi risulta ancora più evidente nell'opera Proximus tuus, presentata alla Esposizione di Torino del 1880, dolorosa denuncia delle condizioni di vita dei contadini dell' Italia meridionale. Divenuto accademicod'onore alla Reale Accademia di Belle Arti di Venezia, dà inizio ad un'intensa attività espositiva anche all' estero (Monaco, 1883; Nizza, 1883-84; Londra, 1888; Berlino, 1891; Vienna, 1894) e parallelamente continua la propria carriera di docente all'interno del Reale Istituto di Belle Arti di Napoli (nel 1877 ne era stato nominato Professore onorario). L’'Esposizione Universale di Parigi del 1900 gli riservå la medaglia d'oro per la composizione Patbos e sempre nella capitale francese il gesso dell'opera Proximus tuus viene premiato con la "menzione onorevole" in occasione dell'Esposizione organizzata al Salon di Parigi dalla Società degli Artisti Francesi nel 1901. D'Orsi è anche ottimo ritrattista (busti di Filippo Palizzi e Saverio Altamura) e autore di alcuni monumenti: a Umberto I di Savoia (Napoli, via Nazario Sauro), ad Alfonso d'Aragona (facciata del Palazzo Reale a Napoli). L'artista si spegne nella sua città natale nel 1929; in OCcasione della mostra retrospettiva delle opere più significative dell'Ottocento, tenutasi a Napoli nel 1944, vengono esposte ben quattro opere dello Scultore.

FONTE: Scultura italiana del primo Novecento

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